Il presidente racconta

 

 

 

 

 

40 anni della nostra storia nel racconto del Presidente

LUIGI SANDRI

 

Pol. Ceretolese a.d.

1973 – 2013

 

Ho iniziato a frequentare Ceretolo nel lontano 1965 quando conobbi quella ragazza che poi divenne, e fu, mia moglie per quasi quarant’anni. Ebbe così inizio  il mio legame con questa frazione di Casalecchio di Reno. Dal 1968 divenni “ceretolese”, assieme ai miei genitori ci trasferimmo da via Guerrini (zona Marullina) in via Massarenti, dove da pochi anni erano state costruite nuove case, allora i bambini che abitavano le vie a monte della Bazzanese (la zona di via Sabotino ancora non esisteva c’erano dei terreni coltivati dalla famiglia Verucchi), utilizzano quelle strade per giocarci a pallone, girare con bici e pattini ecc., il traffico durante il giorno era effettivamente molto scarso. Ricordo ancora mia madre sconvolta, raccontare una scena vista durante la giornata, dove una delle poche auto che risaliva la via Massarenti, si trovò davanti, in prossimità  dell’incrocio con via Morandi uno scatolone da cui improvvisamente usci un bambino, che con l’aria  più innocente attraversò la via trascinandosi poi lo stesso scatolone. Ho raccontato questo episodio per dire che, la mancanza di spazi, in cui giocare per i ragazzi di allora era all’ordine del giorno. Agli inizi degli anni settanta l’A.C. iniziò i lavori per le nuove scuole di Ceretolo, fu in quel periodo che un gruppo di amici (Guidicini Giuseppe, Frascaroli Sergio, Venturi e Strepiti) dell’allora Bar Garelli (dove ora c’è la pasticceria Aurora), decise di dar vita ad una squadra di calcio amatoriale chiamandola Pol. Ceretolese perché costava meno definirla Polisportiva Ceretolese che Ceretolese soltanto. Era settembre 1973 quando iniziò la prima stagione sportiva della Pol. Ceretolese. Arrivai alla pol. Ceretolese, per giocarci, l’anno successivo. I nostri campi di gioco erano quelli del comune di Zola Predosa (Ponte Ronca, Lavino o Riale), si conosceva il campo di gioco sempre il giorno prima della partita, a Casalecchio non c’erano campi da calcio a sufficienza, però riuscivamo ad allenarci alle nove di sera al Nobile (rigorosamente sulla fascia laterale verso il Reno il campo era off limits) dove quando pioveva e avevi la disdetta di cadere nella pozzanghera, oltre a fare calcio facevi anche un po’ di nuoto. Di quel periodo tornano  alla memoria personaggi come Paolo Lelli, guardalinee ufficiale, simpaticissimo, che spesso  nell’intervallo della partita ragionava con l’arbitro su eventuali interpretazione dei falli fischiati a favore o contro di noi. Si giocava al sabato pomeriggio e normalmente per un paio d’ore i due bar di Ceretolo avevano pochi avventori, quasi tutti erano a vedere la partita, a fine partita di nuovo tutti al bar a commentare e a discutere, discussioni che spesso continuavano dopo cena quando ci si ritrovava a casa di uno o dell’altro con mogli, fidanzate e figli per giocare a carte. Eravamo veramente tutti molto amici.  Mi coinvolsero e mi feci coinvolgere, da subito, dallo spirito del gruppo, mi resi disponibile ad andare alle riunioni indette dal Comune per l’allora nascente Consulta sportiva, dietro c’era la sapiente mano di Giovanni Masi, oppure  interminabili e fumose serate-nottate (allora si fumava tanto alle riunioni) in quartiere, per discutere della realizzazione di un impianto sportivo a Ceretolo, previsto dall’allora PRG dove c’è l’attuale via Palazzino ecc., e come diceva un caro amico “ora abbiamo il pane (la squadra per giocare) ma ci manca il companatico (il campo sportivo per giocarci), quindi bisogna sgomitare per averlo,come si può ben capire non c’era possibilità di annoiarsi per chi aveva voglia di partecipare. Riuscimmo a farci dare dall’allora presidente di quartiere, una saletta del quartiere che utilizzavamo come sede, dividendola con la Ceretolese Viro che praticava ciclismo giovanile. Con la stessa Ceretolese Viro collaborammo per un po’ di tempo negli anni successivi, poi però ognuno continuò autonomamente la propria attività. Gli incontri con l’A.C. e le squadre amatoriali di Casalecchio (almeno 3 se la memoria non mi inganna), ebbero come conclusione il montaggio di alcuni fari, rivolti verso l’antistadio (che era dove ora c’è il Comune) sulle torri di illuminazione del campo Nobile, i risultati non furono molto incoraggianti, infatti quando giocavi ed eri con i fari alle spalle tutto andava bene, vedevi al palla ecc; quando invece avevi i fari contro, vedevi arrivare una cosa scura (la palla) non capivi mai esattamente dove e come sarebbe arrivata. Finalmente, alcuni anni dopo, pochi per la verità, anche l’antistadio venne illuminato si potevano fare allenamenti o partite con più visibilità e minori rischi di infortuni. Con l’apertura della scuola media Malpighi, oggi Moruzzi, con relativa palestra, il polo scolastico di Ceretolo era completato, ma mancava sempre il campo da calcio a cui noi ceretolesi ambivamo. Con l’apertura della palestra e sempre con l’aiuto di Giovanni Masi, iniziavano altre attività, corsi di ginnastica per adulti, corsi di pallavolo per bambini, si allestivano le prime squadre di calcio giovanili (c'era molta ostilità da parte di chi a Casalecchio aveva sempre gestito il calcio giovanile), iniziava a prendere forma la Polisportiva. In quel periodo si facevano gemellaggi fra comuni o società sportive, il primo a cui partecipammo, fu fatto con Saccolongo in provincia di Padova, il pullman che riuscimmo a recuperare ci fu fornito dalla UISP di Bologna, era un vecchio autobus del servizio urbano di Bologna ancora con i colori originali verde scuro sotto ai finestrini e verde chiaro nella parte superiore, seggiolini di legno e via. Poco prima di arrivare a Saccolongo una signora ci scambiò per il servizio di linea locale e ci imprecò dietro quando continuammo la nostra corsa e non ci fermammo a caricarla come lei avrebbe desiderato. I gemellaggi proseguirono anche negli anni successivi, a Torreglia (Pd), qualche anno più tardi con Manzano in provincia di Udine e con la società Alta Anaunia della Val di Non. Furono esperienze che per i ragazzi, per i genitori e per i dirigenti che vi presero parte entusiasmanti! Sono di pochi anni fa gli ultimi gemellaggi con Romainville e Papa città gemellate con il comune di Casalecchio di Reno.  Un bel giorno (1978-1979 circa) Giovanni Masi mi chiamò, dicendomi che se il Quartiere Ceretolo, di cui ero consigliere, non aveva nulla in contrario, e fossi riuscito a far tracciare e quotare un campo minimale nel terreno ad ovest della scuola media, che l’A.C. aveva acquisito, c’era la possibilità di poterlo spianare per creare un spazio di gioco. Telefonate immediate con il presidente e gli altri consiglieri di quartiere, ricerca di un tecnico per i rilievi ed i disegni, ovviamente tutto doveva essere ottenuto in modo gratuito. Nel giro di pochissimi  giorni riuscimmo a preparare ciò che era stato richiesto. Prese così forma la prima base di partenza dell’attuale campo da calcio di Ceretolo, Era comunque solo uno sfogo per i ragazzi di Ceretolo, non un impianto su cui fare attività, per allenarci e giocare bisognava ancora andare al campo antistadio in via della sport a Casalecchio. La “battaglia” per ottenere un impianto vero e proprio continuò per un’altra decina di anni. In quegli anni, 1985, la squadra amatoriale di calcio della Polisportiva approdò per la prima volta alla finale provinciale del campionato di calcio UISP che si giocò allo stadio “Dall’Ara” di Bologna, la finale fu persa ma allo stadio c’era tutto il paese di Ceretolo.